SERP di google

SERP: analisi e definizione

Oggi parliamo della SERP di Google. Google è il più importante motore di ricerca al mondo, e ogni giorno milioni di persone si impegnano nel cercare di portare i propri siti nelle prime posizioni delle sue ricerche.Il fatto è che i criteri alla base degli algoritmi di valutazione che determinano l’ordine con il quale i risultati appaiono nelle serp(pagine dei risultati di ricerca) è immensamente complesso e forse non è nemmeno effettivamente spiegabile, siccome entrano in gioco anche meccanismi di auto apprendimento delle intelligenze artificiali alle loro base.

Cosa sono le serp e come vengono formate

Google e gli altri motori di ricerca inviano i propri crawler in giro per la rete per archiviare le informazioni sugli innumerevoli siti esistenti in uno smisurato database, al quale andrà ad attingere per restituire i risultati sotto forma di link a coloro che digitano delle ricerche.

Le serp (search engine result pages) vengono costituite da risultati organici (ovvero da una lista di siti che non hanno pagato per apparire) e da annunci pubblicitari a pagamento (testi e immagini messi in evidenza dietro un corrispettivo, ovvero il modo con il quale Google si finanzia), oltre che da vari altri elementi multimediali (immagini, video, notizie, box prodotti, riquadri in evidenza…) che danno alle pagine un’aria composita e variegata.

I risultati delle pagine dei risultati di ricerca sono influenzati dalle considerazioni che Google esegue riguardo agli intenti di ricerca: ad esempio se la tua cronologia di ricerca lascia intuire un interesse per la SEO, è probabile che quando tu digiti “Panda” ti riferisca all’algoritmo di Google piuttosto che all’animale, e la lista dei risultati ne verrà condizionata.

Allo stesso modo, se una personalità di spicco fa una dichiarazione su un argomento di nozione comune e genera un boom di ricerche relative alla sua affermazione, assistiamo a un’immediata ricostruzione della serp che porta in alto i risultati inerenti a ciò e porta a scendere quelli che risultano, in quel dato momento, meno attinenti all’intento di ricerca.

  • Quando un utente digita una ricerca nell’apposita barra bianca di Google, gli viene restituita una pagina composta da una serie di contenuti variegati tra cui:
  • una lista di siti attinenti all’argomento digitato
  • annunci pubblicitari attinenti alle keyword che hai utilizzato
  • immagini provenienti da Google images riferite alla tua ricercavideo di Youtube relativi allo stesso argomento
  • un box sulla destra attinente all’entità di cui chiedi informazioni (es. una celebrità, il personaggio di un film, una località, ecc.) oppure i dati delle entità aziendali prelevati da Google My Business
  • box Answer & Questions: specialmente nelle query in inglese, quando si clicca su un risultato e si torna indietro appare un riquadro che mostra altre ricerche pertinenti a quelle digitate
  • suggerimenti ricerche correlate a quella digitata.

Dalla comprensione dell’intento di ricerca e del significato delle parole chiave deriva la capacità di Google di presentare agli utenti le parole chiave correlate attinenti ad altri argomenti in qualche modo associati alle ricerche digitate: in questo modo l’utente può individuare “a cascata” altri argomenti da approfondire affini alle proprie necessità.Come puoi vedere, la composizione della pagina dei risultati di ricerca è un processo tutto fuorché semplice e lineare, che interessa una marea di contenuti di natura variegata e che perciò rendono le serp un vero e proprio universo. Ma come viene creato, questo universo?

Come Google crea le serp

Mentre l’indicizzazione riguarda la capacità del motore di ricerca di memorizzare i contenuti, il posizionamento si riferisce all’ordine con il quale vengono restituiti a chi digita le ricerche.Si parla in genere di 200 fattori alla base del posizionamento su Google, ma con tutta probabilità possiamo pensare a decine di migliaia di elementi sulla base dei quali Google costruisce le serp.

Dobbiamo considerare anche che le pagine dei risultati di ricerca non sono tutte uguali tra loro, argomenti medici (che impattano sulla vita delle persone) ad esempio verranno giudicati con criteri differenti da quelli inerenti i videogiochi, più attinenti a tale ambito.Google stabilisce i risultati della pagina in base a diversi fattori fra cui:

  • Categorizzazione
  • Universal Search
  • Freschezza (Freshness)
  • Legami tra le Entità
  • Segnali Sociali

Andiamo a vedere di cosa trattano i principali.

 

Categorizzazione delle query e dei siti nelle serp

Innanzitutto, i siti vengono classificati e distinti in base alla categoria alla quale appartengono.

La classificazione avviene sia a livello dei siti che delle persone che effettuano le ricerche. Dall’analisi delle query e della cronologia di ricerca degli utenti il motore di ricerca si fa un’idea del genere di siti in grado di rispondere in maniera efficace alle domande.

Ad esempio, per un genere di ricerche apparentemente neutro come “scarpe da corsa” stabilisce che la priorità vada a portali commerciali anziché a siti informativi.

Le chiavi di ricerca vengono divise quindi in:

  • informative
  • navigazionali
  • transazionali

e in base a questo criterio vengono ”fatti passare” i siti in grado di rispondere efficacemente alle rispettive esigenze.

Ogni chiave di ricerca viene valutata secondo diversi criteri, ad esempio l’importanza che ricopre in un dato periodo dell’anno (“costumi da bagno” non è ricercata a giugno tanto quanto a dicembre), dalla freschezza che i contenuti devono presentare per essere reputati utili, dando origine a un vero e proprio ecosistema di fattori alla base del posizionamento.

Inoltre, Google dall’analisi dei comportamenti impara a stimare quale è il genere di contenuti più utili a rispondere a determinati tipi di ricerche. Ad esempio, per certi tipi di ricerche sulle ricette potrebbero essere utili dei video che mostrino come cucinare correttamente le pietanze.

Universal Search

Il meccanismo di Universal Search di Google prevede che tutti i contenuti provenienti dai vari motori di ricerca relativi a Big G (Immagini, Video, News, Libri…) confluiscono in un’unica schermata di risultati fornendo una insalata multimediale. Questo significa che a raggiungere l’ambita prima posizione concorrono una miriade di elementi tra cui:

  • featured snippet: box in primo piano che estrapolano informazioni dai siti web per esporre una prima risposta sommaria alle query informative
  • siti web
  • immagini
  • video di Youtube
  • estratti di Google Books
  • immagini provenienti da Google Images

Freschezza (Freshness)

Una volta che le ricerche sono distinte per tipologia, che i siti sono raggruppati per categoria e che vengono restituiti risultati in base alle tipologie appropriate, entra in gioco la recentezza dei contenuti.

In determinati argomenti, specialmente quelli legati all’attualità (pensiamo al Fisco o alle leggi) gli utenti si aspettano di trovare risposte aggiornate che siano davvero utili.

Per questa ragione le pagine che rimangono invariate per lunghi periodi tendono a decrescere sulle pagine dei risultati di ricerca in favore degli equivalenti più moderni.

Una buona tecnica in questi casi per posizionarsi bene consiste nel procedere ad aggiornare consistentemente i contenuti che rischiano di diventare poco utili per i lettori, di aggiornare i Title con segnali che riportino l’avvenuto aggiornamento (es. “Regime dei minimi – Le novità del 2019”) e portare la data di pubblicazione dell’articolo a una data recente. Questo espediente indica direttamente a Google che la pagina è stata resa più aggiornata, ma bisogna farlo solamente quando vi è un effettivo aggiornamento. in caso contrario, si potrebbe scendere sulle serp anziché salire.

 

Legami tra le entità

I concetti attorno ai quali si svolgono le ricerche in rete costituiscono in genere delle entità, delle rappresentazioni che sono legate ad altre e contraddistinte da una serie di attributi.

Se pensiamo al film Ritorno al futuro esso possiede una serie di attributi:

  • genere
  • durata
  • regista
  • cast

e ciascuno di essi è legato ad altre entità da qualche genere di rapporto es.

  • altri film diretti dallo stesso regista
  • film sequel
  • altri film con gli stessi attori
  • serie animata tratta dal film

Da questo puoi capire quanto la serp dei risultati di ricerca sia influenzata da generi di contenuti attinenti alle ricerche digitate che rendono ancora più variegata la pagina dei risultati di ricerca.

Segnali Social

Anche se i segnali social non influenzano direttamente il posizionamento (sarebbe troppo facile infatti falsare le metriche con bot e altri mezzucci simulando un apprezzamento in realtà inesistente) essi contribuiscono a fornire segnali indiretti di apprezzamento.

Pensiamo a tutti quei contenuti che vengono condivisi con successo nelle community social, che ottengono visite in abbondanza, commenti e partecipazione da parte dei lettori.
Queste azioni si traducono in segnali effettivi come maggiori visite, tempo di permanenza superiore, ulteriori pagine visitate, che trasmettono a Google indicazioni sul grado di gradimento dei contenuti.

Curare le interazioni social significa pensare quindi alle persone alle quali i contenuti sono destinati (proprio come ci invita a fare Google) e impegnarsi nel renderli meglio fruibili e più rispondenti alle loro esigenze.

Questi sono alcuni dei fattori più importanti che incidono sulla creazione delle serp. Quali sono secondo te gli altri aspetti da considerare? Parliamone nei commenti!

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Ilario Gobbi

Ilario Gobbi

SEO Specialist e SEO Copywriter at Monster4D by Markfactory SRL, Blogger (ilariogobbi.it), Youtuber (I Miti del Tubo)

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